Viaggio attraverso il Nord Italia con le carte regionali italiane

23 Gennaio 2025 | blog

Le carte da gioco regionali sono una magnifica espressione del nostro patrimonio storico, artistico e culturale.
L’iconografia dei singoli mazzi regionali racconta la storia d’Italia e dei singoli territori: dagli influssi stranieri – riconoscibili dalla presenza dei semi francesi e spagnoli – agli elementi iconici che testimoniano con orgoglio l’appartenenza delle carte da gioco a una specifica città o regione.

In questo articolo, approfondiremo i particolari e le curiosità legate alle carte regionali del Nord Italia. Dalle carte piemontesi alle triestine, viaggeremo da ovest a est e termineremo il nostro viaggio nell’amabile Romagna.

 

Carte piemontesi

 

Le carte piemontesi sono le carte da gioco a seme francese più piccole d’Italia!
Come le carte milanesi, toscane e genovesi, le carte piemontesi sono appunto a semi francesi (cuori, quadri, fiori, picche) ma non mancano di originalità:

  • Le figure sono doppie e specchiate in orizzontale
  • Lo stile delle figure è molto ricercato
  • Gli assi, a eccezione di quello di cuori, hanno i semi circondati da ghirlande

Il mazzo di 40 carte consente di giocare a tutti i giochi di carte della tradizione italiana, comprese le varianti locali come la Cirulla, la Bestia o il Trucco (di origine sudamericana).

 

Carte milanesi

 

Le carte milanesi – a seme francese – sono caratterizzate da un mazzo elegante e curato nei dettagli, come si denota dalle figure (doppie) molto ricche negli abiti e dalla bordatura interna che fa da cornice a tutte le carte (come per le carte trevisane, bergamasche e piacentine).

Una particolarità delle carte milanesi è il fante di fiori che porta raffigurato sul petto il Biscione Visconteo, simbolo araldico del Ducato di Milano.
Sembra infatti ormai accertato che nel XIV secolo, alla corte di Gian Galeazzo Visconti, il gioco delle carte fosse molto praticato.
Proprio in questo contesto, vennero realizzati il famoso mazzo “Modrone” e il mazzo “Colleoni” che divenne modello per gli altri mazzi lombardi.

Il disegno delle carte milanesi moderne come le conosciamo oggi prese forma nell’Ottocento.

 

Carte bergamasche

 

Nelle carte bergamasche – a seme italiano (quindi con denari, coppe, spade e bastoni, come per i semi spagnoli) – è possibile riconoscere l’influsso del mazzo trentino e bresciano, con un disegno rimasto pressoché immutato negli ultimi due secoli.

Con le carte trentine e bresciane, le carte bergamasche condividono lo stile dei semi (seppur con motivi diversi) ma si differenziano per le figure a doppia testa (come nelle carte piacentine) e non a figura intera.

Tra le particolarità, c’è il numero delle carte da gioco nel mazzo che sono 44 (le 4 supplementari svolgono la funzione di segnapunti).

Ma veniamo alle carte bergamasche più caratteristiche:

  • 4 di spade: detto Margì, in onore della moglie di Gioppino, il più noto tra i burattini bergamaschi. All’interno delle spade si trova infatti il disegno di una donna
  • Asso di bastoni: famoso per il motto “Vincerai” riportato sul cartiglio
  • Asso di coppe: caratterizzato dall’amorino bendato intento a scoccare una freccia
  • Asso di denari: caratterizzato da un cerchio giallo e arancione

I denari sono chiamati “ori” e sono rossi e neri come nelle carte bresciane e trentine mentre hanno una colorazione diversa sulle carte trevigiane e triestine.

 

Carte bresciane

 

Conosciute come le carte da gioco più piccole d’Italia (misurano infatti appena 43 mm x 89 mm), le carte bresciane sono anche le uniche ad avere come mazzo principale quello composto da 52 carte – ideale per giocare a Cicera Bigia, gioco tipico locale.

Rispetto ad altri mazzi di carte regionali, le carte bresciane sono caratterizzate da figure stilizzate, semplici e per alcuni tratti sproporzionate, a cui localmente sono stati assegnati nomignoli dialettali. Un esempio è il fante di coppe chiamato tra i tanti nomi “fant cagnì” per la presenza di un cane ai piedi della carta vestita (come nelle carte trentine).

Di contro assi e numerali risultano molto elaborati e arricchiti da dettagli non presenti in altri mazzi di carte da gioco.

 

Carte trentine

 

Il disegno delle carte trentine ha subito nel tempo varie modifiche – l’elemento più particolare è la semplificazione e l’eliminazione di molti “orpelli” rispetto ai mazzi più antichi – trovando il suo aspetto attuale solo intorno alla metà del Novecento.
Rimane abbastanza evidente la derivazione dalle carte trevigiane (per tratti e colori), seppur con alcune differenze evidenti.
La prima unicità del mazzo di carte trentine sta sicuramente nelle coppe dotate di coperchio.

Tra i dettagli più significativi:

  • I re sono seduti sul trono. Quello di denari ha tra le gambe un cerchio bianco dove per un periodo è stato posizionato il bollo d’imposta dello Stato
  • I cavalieri sono a cavalcioni di un cavallo bianco sproporzionato rispetto alla figura
  • L’asso di denari è un trionfo di dettagli (soprattutto paragonato ad altre carte regionali)
  • L’asso di coppe offre una rielaborazione dello stile delle carte bergamasche, trevisane e triestine, con il cupido dotato di arco e freccia
  • L’asso di spade riprende il disegno delle carte bresciane e bergamasche

 

Carte Trenitne

 

Carte trevisane

 

Le carte trevisane si contendono con le Bolognesi il primati di carte da gioco più lunghe d’Italia.
Sono oggi diffuse in Veneto e Friuli Venezia-Giulia, a esclusione di Trieste, dove vengono utilizzate le carte triestine.
Le carte trevisane sono tra le più antiche e nel corso del tempo subirono numerosi cambiamenti: ad es. nella prima metà del XIX secolo, vennero introdotte le figure doppie, mentre nel Novecento si passò da 52 a 40 carte.
Molte sono le carte trevisane che rendono distinguibile il mazzo da tutti gli altri, a cominciare dagli assi ognuno dei quali riporta un detto:

  • Asso di bastoni: “Se ti perdi tuo danno”
  • Asso di coppe: “Per un punto Martin perse la capa”
  • Asso di spade: “Non ti fidar di me se il cuor ti manca”
  • Asso di denari: “Non val saper a chi ha fortuna contra”

Anche le figure presentano uno stile molto raffinato. Particolari inoltre sono il re di bastoni su cui è riportato lo stemma della provincia di Treviso e il fante di spade, barbuto e con in mano la sua testa mozzata.
Allo stesso modo, le carte numerali sono caratterizzate da un disegno ricercato e arricchite da decorazioni, motivi floreali e figure umane (sulle carte numerali di spade pari).
Proprio per la loro ricchezza di dettagli, tanto da renderne difficile spesso il riconoscimento, le carte trevisane hanno indicato al loro interno il valore numerico delle carte (come per altre carte regionali).
Un’ultima curiosità: sul dorso del mazzo di carte trevisane prodotto da Dal Negro è riportato il disegno stilizzato di Palazzo Ducale a Venezia.

Per gli appassionati, è inoltre, disponibile il poster delle carte trevisane, con il foglio di stampa originale Dal Negro.

 

Carte bellunesi

 

Le carte bellunesi sono state create come edizione speciale con l’obiettivo di salvaguardare i boschi bellunesi attaccati dal parassita bostrico.

Realizzate da Dal Negro e AKQA, le carte bellunesi contribuiscono alla ricerca e hanno anche finalità educativa.
Le carte con seme di bastoni raccontano con le loro illustrazioni le ferite degli abeti rossi e aiutano a riconoscere l’odioso parassita.

Sull’asso di bastoni, sulla falsariga del motto presente sulle carte trevisane, è riportato la scritta: “Se perisco tuo destino“.
Un’ultima particolarità delle carte bellunesi è rappresentata dalle carte vestite: fanti, cavalieri e re sono sostituiti da boscaioli, guardaboschi e botanici, le figure più preziose per la difesa dei boschi!

 

Carte triestine

 

Diffuse a Trieste e in Bisiacaria, le carte triestine sconfinano anche in Slovenia e sulla costa istriana.

Hanno senza dubbio molti elementi in comune con le carte trevisane, a partire dai motti presenti su ogni asso, ispirati dal seme:

  • Asso di bastoni: “Molte volte le giuocate van finire a bastonate”
  • Asso di spade: “Il giuoco della spada a molti non aggrada”
  • Asso di coppe: “Una coppa di buon vin fa coraggio fa morbin”
  • Asso di denari: “Son gli amici molto rari quando non si ha denari”

Rispetto alle trevisane, le carte triestine presentano figure più stilizzate, sulle quali compare una fascia che riporta il nome della figura.
Un’altra particolarità è legata agli indici, presenti sulle carte numerali dall’1 al 7 in posizione diversa rispetto alle carte trevisane.
Sui bastoni e spade, l’indicazione numerica è riportata sotto forma di disegno anche al centro.
Sulle figure sono invece indicati l’11, il 12 e il 13, testimonianza dell’esistenza di un mazzo originario a 52 carte.

Molto caratteristico, infine, è l’asso di spade su cui appaiono due grifoni alati.

 

Carte genovesi

 

Diffuse in tutta la Liguria, le carte genovesi presentano molte caratteristiche dei mazzi di carte in stile belga, da cui si distinguono per l’utilizzo del verde sulle figure al posto del blu.
Rispetto ad altri mazzi di carte, le figure delle carte genovesi spiccano inoltre per la ricchezza delle vesti e i dettagli ricercati.
Di contro, gli assi sono caratterizzati da uno stile semplice e pulito.
Un dettaglio del mazzo di carte genovesi Dal Negro è la veduta della Porta Soprana di Genova che ne decora il dorso.

 

Carte piacentine

 

Le carte piacentine sono tra i mazzi di carte regionali più caratteristici.
Di seme spagnolo, presentano degli elementi unici che le rendono subito distinguibili, ad esempio:

  • L’asso di denari è rappresentato da un’aquila la cui pancia una volta conteneva il bollo d’imposta richiesto dallo Stato Italiano
  • L’asso di bastoni è un tronco potato avvolto da una pianta rampicante
  • L’asso di spade è rappresentato da una sciabola al cui fianco è posizionato un putto adornato di fiori
  • Il 5 di spade è decorato con un motivo floreale

Oltre che in Emilia, le carte piacentine sono diffuse anche in Lombardia, nelle Marche, in Toscana, Umbria e Lazio.

Il mazzo di carte è disponibile anche nella versione poster, che riproduce il foglio di stampa utilizzato da Dal Negro!

 

Carte Piacentine

 

Carte romagnole

 

Diffuse in diverse province (Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini, Imola e Repubblica di San Marino), le carte romagnole appartengono al gruppo dei mazzi centro-meridionali e hanno la particolarità di unire elementi delle carte piacentine e napoletane.
I bastoni, le spade e le figure (intere) richiamano i mazzi di carte spagnoli mentre i denari riprendono lo stile dei mazzi di carte settentrionali.
Con le carte romagnole si giocano tutti i giochi della tradizione italiana (da Scopa a Briscola) e in particolare il Marafone (chiamato anche, Marafòn, Trionfo o Beccacino), un gioco simile al Tressette tipico della regione.
Due particolarità del mazzo di carte da gioco Dal Negro: sul dorso è riprodotto il meraviglioso Castello Estense di Ferrara mentre l’astuccio presenta un’insolita colorazione blu (per quasi tutti gli altri mazzi di carte regionali è rosso)

 

Carte Romagnole